AAA: CERCASI SINISTRA PER BATTERE LA DESTRA

di Angelo Persichilli (Il Giornale del Molise – 18 Gen. 2020)

Non ho mai votato per la Lega di Bossi o Salvini. Non ho ancora cambiato idea, ma la tentazione è grossa e spiego perché. 

La politica è forma e sostanza. La forma segna la differenza tra democrazia e dittatura, la sostanza contraddistingue i partiti in un sistema democratico. Confondere questi parametri è pericoloso, ma è ciò che sta accadendo in Italia. 

Primo, si demonizzano le opinioni degli altri con parole-manganello come razzismo e fascismo. Bullismo politico per intimidire l’avversario. 

Secondo, ci si concentra sul leader di turno incartandolo con le pre-cotte opinioni “demonizzate” facendone un demone.

Terzo, si sposta il dibattito dalla sostanza alla forma accusando il demone di turno di voler uccidere la democrazia. Abbiamo avuto, tanto per fare qualche nome, i “demoni” Berlusconi, Napolitano, Renzi e ora Salvini.

Creato quindi il demone non si parla più di problemi come disoccupazione, immigrazione, ambiente, sicurezza del cittadino e rispetto, ma di attacco alle istituzioni. 

ll precursore di questa nuova politica del fango fu, ironia della sorte, proprio il capostipite del partito di Salvini, l’Umberto Bossi con la battaglia contro “Roma Ladrona. Battaglia conclusasi con la scoperta che il “Vento del Nord” di Milano non era poi diverso dal ponentino di Roma.

Dopo che Bossi è stato inghiottito dalla sua stessa politica, la macchina del fango è stata presa in affitto da un attore comico molto affermato, Peppe Grillo.

Bisogna dargli atto che un’ottima campagna contro corruzione, ruberie e sprechi era necessaria e Grillo ha interpretato il ruolo molto bene. Il problema è che dopo la guerra, occorre il governo. E su questa seconda fase che sono caduti molti movimenti in quanto hanno scoperto che se distruggere è semplice, ricostruire è complicato.

Infatti, ho sempre cercato di appoggiare, ad eccezione di quello di Amato, tutti i governi, incluso quello di Berlusconi, D’Alema, Letta e Renzi. Bisogna sempre rispettare chi si mette in gioco, si presuppone, per il bene comune.

Purtroppo, la politica del fango ha distrutto tutti, tra gli applausi soprattutto dei loro ex sostenitori. Perché in Italia non si parla mai dei problemi, ma dei “demoni”. Prima di Salvini, anzi con Salvini, erano “demoni” anche Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Si, è lui. Lo stesso che quelli lo chiamavamo il “bibitaro” prima, ora lo hanno fatto ministro degli Esteri. E lo stesso Conte, prima considerato un burattino, ora è diventato burattinaio.

Ma perché la tentazione di votare per Matteo Salvini? Semplice: credo sia il momento di darci un taglio alla politica del fango.

Vi chiederete perché stavolta intendo appoggiare l’opposizione e non il governo. In effetti l’ho fatto. Ho accolto con speranza sia l’elezione di Zingaretti a leader del PD, sia questo governo del Conte Bis. Purtroppo, dopo alcuni mesi di attesa, non sono riusciti a presentare un programma alternativo a Salvini, si stanno frantumando dall’interno e ora mi chiedono di votare per loro perché Salvini è fascista. 

E no! Ora basta con questo antifascismo ipocrita e opportunista. Prendo in considerazione il voto per Salvini proprio a causa di questo “antifascismo” di convenienza usato per mascherare la corruzione nella Prima Repubblica e l’incompetenza nella Seconda.  

Dicono che Salvini sia un violento. Può darsi, ma i suoi oppositori non sono da meno, tutt’altro. Vi sono minacce di morte, offese verbali a lui e alla famiglia, baristi che invece di fare cappuccini fanno politica chiudendogli la porta in faccia, attori che cercano di ricreare un clima di guerra fredda, giornali che fomentano odio. La parte moderata di entrambi gli schieramenti è ignorata mentre la stampa, cartacea ed elettronica, ormai moribonda, cerca boccate di ossigeno dando spazio a esagitati durante orrendi dibattiti televisivi a colpi di botte, parolacce, offese personali e sgabelli che volano.

Ma quello che forse farà guadagnare a Salvini il mio voto è il titolo di Repubblica: Cancellare Salvini. 

Non ci sto. Salvini ha una sua politica che si può condividere o meno, ma non ha niente a che fare con la minaccia alla democrazia. La sua politica sociale non è diversa da quella di Macron (se non ci credete chiedetelo ai gilets jaunes oppure agli immigranti che cercano di entrare in Francia), per fortuna è diversa da quella economica pro-banche della Merkel e certamente più europeista dei democraticissimi inglesi. 

Certo, nel passato Salvini ha detto stronzate, ma se dovessimo evitare il dialogo con tutti coloro che nel passato hanno detto stronzate e appoggiato dittatori che non sapevano fare nemmeno lo spelling della parola democrazia, il prossimo dibattito politico dovrebbe avvenire negli asili nido. 

Per contrastare i movimenti di destra, che hanno tutto il diritto di esistere, non è necessario “cancellare” i loro leader. C’è bisogno di una alternativa politica, in particolare di un vero partito di centro-sinistra. Un partito che ora non c’è in quanto non c’è un leader capace di presentare un programma socio-economico serio. Un leader con una politica estera che non sia di sudditanza al presuntuoso Macron o alla banchiera tedesca Merkel.

Incapaci di dare queste risposte, vogliono il mio voto perché Salvini è fascista. In realtà i dittatori sono proprio quelli che vogliono “cancellare” chi non la pensa come loro.

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