MA QUALE POLITICA?!

di ANGELO PERSICHILLI (Il Giornale del Molise) 21-9-2019

Fare politica in Italia è impossibile essendo caduti tutti i parametri ideologici, partitici e morali. Mancano elementi per un dibattito serio, cioè persone oneste di provata competenza e idee valide. Gli accordi non si fanno più tra alleati, ma tra complici e le alleanze pre-elettorali sono dei matrimoni di convenienza: una volta sposati ognuno va a letto con chi vuole.

Dall’alleanza di centro-destra nelle ultime elezioni tra Salvini, Berlusconi e Meloni è nato il governo Lega-Grillini. Questi ultimi, che in campagna avevano vomitato di fango su tutti, poi sono andati al governo con tutti i raggruppamenti disponibili, incluso quello dei tifosi della Roma. Adesso fanno prove di alleanze PD-M5S su basi che ancora non capisco. Insomma, si fanno campagne elettorali con gli alleati e governi con gli oppositori. Si reclama la libertà rifiutando la disciplina di partito e poi, per protesta, se ne fonda un altro.

A destra in molti scaldano i motori per appropriarsi di quello (poco) che rimane di Forza Italia. A parte la Meloni con i suoi Fratelli d’Italia, forte della sua piccolezza, vi sono rifugiati di Forza Italia in cerca della loro Pantelleria che potrebbe essere l’Italia Viva di Renzi. Insomma, “Italia” come l’etichetta della Coca Cola, ma dentro la bottiglia un contenuto di cui nessuno conosce la formula.

E poi il linguaggio, i dibattiti televisivi.

Ricordate i dibattiti tra Andreotti, Almirante, Pajetta alla Tribuna Politica di Jader Jacobelli? No, è passato molto tempo, anni luce. Erano lezioni di politica, alta oratoria, si esaltava il dibattito sulle idee; certo, disaccordo totale, ma rispetto per le persone. Come non ricordare Almirante che rendeva omaggio alla salma di Berlinguer, oppure la presenza di Pajetta ai funerali di Almirante.

C’era avversione ideologica e politica sincera e totale. Ma c’era rispetto.

Allora sì che aveva un senso usare termini come fascista o comunista; oggi tali termini sono usati da persone che hanno la stessa consapevolezza di un pescivendolo che compera giornali per incartarci triglie al mercato.

Certo, anche allora c’era la corruzione, ma anche regole comportamentali fuori delle quali nessuno usciva. Oggi invece hanno abolito le regole ma è rimasta la corruzione, monetaria e morale.

Per non parlare dei dibattiti politici, fiore all’occhiello della televisione-trash. Prima si scagliavano accuse pesanti ma intelligenti e comunque in modo civile; oggi gli ospiti si scagliano insulti personali e sedie. A parte Marco Travaglio e qualche altro, molti non li dovrebbero fare entrare nemmeno in un bar per prendere un caffè.

La bravata di Matteo Renzi, invece di considerarla una vera e propria vigliaccata politica, viene esaltata come capolavoro strategico mentre il brutale attacco di Giuseppe Conte contro Matteo Salvini un atto di coraggio invece che opportunismo puro. Non mi riferisco al contenuto, che si può anche condividere, ma la tempistica, il pulpito e il predicatore. Non si può andare a letto con un partner per oltre un anno e poi definirlo truculento e infedele quando ti lascia.

E poi c’è Salvini. Il M5S aveva avuto sempre un rapporto ambiguo con il leader della Lega e Salvini lo sapeva da sempre. Da una parte, Di Maio sempre fedele, dall’altra Fico e altri a remare contro, con lo stesso Conte, come si è visto dopo, a flirtare in Europa con i nemici di Salvini. Cosa era cambiato in agosto rispetto a ciò che sapeva a gennaio? I sondaggi, non gli interessi degli italiani.

E Zingaretti?

Come detto in precedenza, è uno prudente che ispira fiducia e quindi bisogna aspettare. Ma non molto. Voleva andare alle urne ma poi, forse ingannato da Renzi, ci ha ripensato. A mio avviso ha fatto bene ad evitare le urne ma ora deve dirci cosa intende fare da grande. Di Conte non mi fido più, né in Italia e né in Europa. Lasciare il governo nelle sue mani e quelle di Franceschini significherebbe lasciarlo nelle mani di Macron e Markel. Di Di Maio ministro degli Esteri preferisco non parlarne.

Di Salvini ho già detto tutto. Però, anche se i suoi metodi erano discutibili, molte azioni erano giustificate. Il problema degli immigrati esiste, e non per colpa degli immigrati. È un problema economico e sociale, non si possono invitare persone a casa e poi farli mangiare seduti per terra e dormine sotto il letto. Una stretta di mano tra Conte e Macron non vale più di una stretta di mano tra Macron e Renzi o Gentiloni.

Casa fare?

Rispondo con un’altra domanda: si può andare avanti così? Se la risposta è sì, allora non avete bisogno di soluzioni. Se la risposta è no, allora sappiamo cosa fare. Cosa fare NOI, non gli altri!

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