INTERNATI – IL REGALO DI TRUDEAU DELLA SCARPA DESTRA

DI ANGELO PERSICHILLI (Il Cittadino Canadese – 1-7-2019)

Concordo con l’avv. Tony Sciascia sull’annuncio del Primo Ministro Justin Trudeau di chiedere scusa alla comunità italocanadese. Le scuse, nonostante giungano con almeno 80 anni di ritardo, sono appropriate perché fatte da un governo liberale in quanto, uno stesso governo liberale, quello di MacKenzie King, ordinò l’arresto di oltre 600 italocanadesi nel 1940.

Rispetto, ma non condivido, l’opinione di coloro che ritengono giustificati tali arresti essendo Ottawa entrata in guerra contro l’Italia fascista.

La sicurezza nazionale è sempre da tutelare e, se Ottawa avesse avuto fondati sospetti su italocanadesi che, dopo l’entrata in guerra, favorivano il governo fascista, avrebbe avuto tutto il diritto di agire.  

Invece il governo liberale di MacKenzie King agì proprio come un governo fascista: arrestò oltre 600 italocanadesi, li mantenne in campi di concentramento per tre anni senza un processo, senza accuse e confiscò illegalmente i loro beni. Vennero poi liberati senza scuse, nessuna restituzione dei loro beni e, sottolineo, senza un processo e quindi una condanna.

Fu una delle macchie nere della storia di questa grande nazione che è ormai diventata il nostro Paese.

Si sarebbe dovuto mettere da tempo la parola fine su questa brutta pagina ma, d’altra parte, rispetto le opinioni di coloro che hanno visto i loro nonni o genitori vittime di questa ingiustizia.

Da allora, tutti i governi liberali (se ricordo bene, ci fu solo un tentativo del governo di Paul Martin che comunque approdò a nulla) si sono rifiutati di chiedere scusa in quanto, come dissero anche Pierre Trudeau e Jean Chrétien, non erano necessarie. Le uniche volte che i liberali hanno fatto delle richieste è stato quando erano all’opposizione.

Il primo governo che ha invece riaperto la vicenda fu quello Conservatore di Brian Mulroney negli anni 90. Iniziativa che, anche se apprezzabile, lasciò qualche perplessità essendo le scuse fatte a Toronto, e non in Parlamento, e non prevedeva risarcimento finanziario.

Non credo che il risarcimento sia possibile soprattutto perché, a distanza di tanti anni, sarebbe impossibile quantificarlo. D’altra parte, non vedo perché il governo Mulroney applicò la formula dell’una tantum con gli ex internati giapponesi, con scuse ufficiali in Parlamento, e non applicò gli stessi criteri con gli italocanadesi.

L’iniziativa di Mulroney comunque, anche se confusa e incompleta, servì a riaprire la vicenda e quindi fu positiva.

I liberali, in quella occasione, ovviamente all’opposizione, criticarono Mulroney proprio per queste ragioni ma, una volta al governo, si dimenticarono di nuovo. L’allora primo ministro Jean Chrétien, durante una visita al Columbus Centre, confermò che le scuse non erano necessarie. Tornati all’opposizione i liberali, di nuovo, chiesero al governo Conservatore di fare quello che loro non avevano fatto e volevano che il primo ministro Stephen Harper chiedesse scusa agli italocanadesi per i torti che il governo liberale di MacKenzie King aveva fatto nel 1940.

Ed eccoci a Justin Trudeau. Finalmente, dopo 80 anni, un governo liberale si dice disposto a chiedere scusa in Parlamento.

Ho solo una domanda e un dubbio: perché non propone, come i liberali avevano chiesto all’opposizione, anche un risarcimento? E poi il dubbio: vuoi vedere che si tratta solo di un espediente elettorale? Il dubbio è lecito essendo Trudeau al governo da oltre tre anni, durante i quali ha chiesto scusa una volta alla settimana a tutti e si ricorda della comunità a ridosso delle elezioni.

Voi che ne pensate? Diceva la buonanima di Andreotti che “dubitare è peccato ma di solito ci si azzecca sempre”.

Tra l’altro, Trudeau ha detto che le scuse le farà nel prossimo Parlamento, cioè solo se vince.

Mi ricorda un certo Achille Lauro, sì quello della flotta. Candidato in Parlamento a Napoli, regalò scarpe a tutti gli elettori. Ma la scarpa destra prima delle elezioni, la sinistra dopo, solo in caso di vittoria.

Per quello che contano, ben vengano le scuse, ma spero che con questa ultima bravata di Trudeau, l’intera vicenda sia messa a tacere per sempre. Primo, i nostri figli fanno ormai parte di questa società e vogliono guardare al futuro; secondo, i politici devono capire che con questi giochetti non guadagneranno nemmeno un voto. La comunità è cresciuta, spero che crescano anche loro.

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