133.000 EURO DI SPERANZA

DI ANGELO PERSICHILLI (Il Giornale del Molise – 6/28/2019)

La prima reazione alla decisione della Giunta regionale del Molise di stanziare 133.000 euro per la “Partecipazione del Molise come Regione d’Onore NIAF” è decisamente negativa. Però, riflettendoci a mente fredda, è consigliabile quantomeno astenersi dall’esprimere un giudizio prematuro e aspettare lo sviluppo degli eventi.

Mi spiego.

La NIAF (National Italian American Foundation) è una lobby italoamericana molto potente e rispettata. L’ho seguita da anni e ricordo la partecipazione di esponenti politici italiani da Craxi, Andreotti a Prodi oppure imprenditori come Prada, Agnelli e altri. A ogni gala, che si tiene di solito in novembre, partecipano regolarmente i massimi esponenti politici americani. L’ultimo in ordine di tempo Barak Obama oppure, in passato, Carter, Reagan e Clinton. Non mi dilungo nello spiegare questa organizzazione in quanto basta fare una ricerca su internet o Google per capire la sua importanza.

Ma torniamo al Molise e al suo “investimento” di 133.000 euro: ne è valsa la pena? Il mio pensiero, basato sulla mia conoscenza diretta di questa organizzazione e dalle molte conversazioni che ho avuto con persone con essa convolta a vario titolo. La risposta è sì, ma…

La NIAF è come il festival di San Remo: ti dà un palco, un microfono e una telecamera, ma poi a cantare devi essere tu.

E questo è il punto interrogativo: sanno cantare alla Regione Molise?

Nella mia esperienza giornalistica in Nord America, parlando in generale, la risposta sarebbe negativa. Ho visto moltissime delegazioni, nazionali, regionali e anche a livello di comunale, giunte anche in Canada in pompa magna presentando programmi, idee e proposte interessanti che poi, dopo la fine degli incontri, la serata di gala e la consueta visita alle Cascate del Niagara, sono finite nel dimenticatoio. Insomma, una costosa scampagnata tra amici a spese de contribuente, spesso con mogli al seguito, la consueta foto da mandare poi al giornale locale e arrivederci alla prossima.

Ciononostante, la promozione del Molise, o qualsiasi altra regione, deve forzatamente passare attraverso queste iniziative. È la scelta della NIAF un qualche cosa da supportare? Si, ma con riserva. E la riserva non riguarda né la cifra pagata, né la scelta della NIAF; la riserva riguarda come la Regione Molise intende sfruttare questa opportunità. Il problema non è quindi il metodo di promozione, ma la serietà e la capacità delle persone coinvolte.

La NIAF nel suo sito ha già cominciato a pubblicizzare l’evento (questo l’annuncio ufficiale: The National Italian American Foundation Announces 2019 Region of Honor: Molise
Each year, NIAF collaborates with a region in Italy by promoting its culture, business and tourism in the United States, while also traveling to the region to promote cultural exchange. The region will also be prominently honored at the NIAF 44th Anniversary Gala Weekend, November 1-3, 2019, in Washington, D.C.)

In passato tale opportunità è stata presa da altre Regioni come la Lombardia, Puglia e Calabria. Si tratta di Regioni che comunque hanno già strutture di promozione all’estero e quindi quella del NIAF era solo di supporto. Mi dicono che le cose andarono particolarmente bene per la Regione Calabria ma poi, per motivi vari, giudiziari o esclusivamente politici, tutto si è bloccato.

Il Molise è una Regione piccola senza grosse strutture all’estero, ma questo non significa che non avrebbe dovuto tentare la carta NIAF, tutt’altro. Credo che sia da applaudire, ma a certe condizioni: bisogna preparare un programma preciso da presentare a Washington e avere una struttura seria per capitalizzare sui contatti e opportunità una volta a Washington e quindi dopo il ritorno da Washington.

Mi chiedo: cosa farà la regione da ora fino al gala di novembre? A mio avviso sarebbe opportuno fare due cose: organizzare, contemporaneamente, una serie di iniziative per capire cosa richiede il mercato nordamericano (e richiede tanto) e, cosa può offrire il Molise (e può offrire molto).

Per questo bisogna coinvolgere da subito professionisti che conoscono il Molise e possibilmente il Nord America (Enrico Colavita, tanto per fare un nome, credo che possa essere molto utile, come i rappresentanti de “La Molisana”). So che potrebbero esserci divergenze di carattere politico e forse anche personale, ma questa è una occasione importante che potrebbe costituire un punto di partenza molto importante per lo sviluppo futuro del Molise. Bisogna stabilire contatti precisi in Nord America con operatori economici soprattutto nel settore turistico, immobiliare e alimentare, oltre che culturale; nel Molise dovrebbero essere organizzate riunioni con organizzazioni artigianali, culturali, del settore agro-alimentare, turistico con lo scopo iniziale di raccogliere idee e informazioni. Quindi, in un secondo momento, preparare proposte concrete da presentare a specifiche organizzazioni in Nord America. Si deve arrivare a Washington quindi con dei ‘prodotti’ da vendere e persone disposte a ‘comperare’ individuate prima della partenza.

Non sto scrivendo cose eccezionali, ma solo il modo professionale per sfruttare una opportunità per ridare ossigeno all’economia molisana e una speranza per i giovani.

Tornando al Festival di San Remo: con i 133.000 euro si sono comprati i diritti per cantare, ora si ha il dovere di prepararsi per sfruttare l’opportunità. Le prove alla NIAF, come a San Remo, si fanno prima, non sul palco.

Sono ottimista? La mia esperienza degli ultimi decenni consiglia prudenza, ma la speranza non costa molto: in questo caso 133.000 euro.

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