LETTERA APERTA AL PRIMO MINISTRO TRUDEAU

“Mr. Trudeau, credo che Lei debba delle scuse alle comunità di origine greca, portoghese e italiana.

Parlando a Edmonton, Lei ha associato queste comunità non alla comunità islamica, per la quale abbiamo tutti ammirazione e rispetto, ma ai terroristi dell’ISIS.

La domanda che le è stata fatta era specifica e riguardava la lotta ai terroristi e cosa il suo governo si impegnava a fare per non farli entrare in Canada. Lei ha risposto pontificando sulla necessità di essere di mente aperta per non ripetere gli errori del passato contro immigrati di origine italiana, portoghese, greca e altri.

Signor Trudeau, Lei ha scelto di non rispondere a una specifica domanda sul terrorismo preferendo invece di parlare genericamente dell’immigrazione, un qualche cosa che è completamente differente. La comunità islamica e l’immigrazione non hanno niente a che fare col terrorismo e non è accettabile che Lei usi l’immigrazione per evitare di parlare di un argomento, il terrorismo, che preoccupa tutti i canadesi. 

Comunque, visto che ci siamo, parliamo pure dell’immigrazione e delle discriminazioni contro la comunità italiana nel secolo scorso.

Concordo con Lei ricordando che gli immigrati italiani sono stati discriminati in Canada, da molte organizzazioni politiche, incluso il Partito Liberale.

Le ricordo che durante la Seconda Guerra Mondiale circa 3.000 canadesi di origine italiana furono internati, derubati delle loro proprietà e illegalmente tenuti prigionieri per tre anni. Internati, si badi bene, dal loro stesso governo, senza un’accusa, senza un processo e ovviamente senza una condanna. Erano colpevoli solamente di essere di origine italiana. Furono poi liberati senza scuse e senza un risarcimento per i beni confiscati.

Le ricordo ancora che furono internati dal governo liberale di Mackenzie King e, mentre Lei ha chiesto scusa a tutti i gruppi o comunità che hanno subito ingiustizie nel secolo scorso, il suo partito si è sempre rifiutato di chiedere scusa alla comunità italiana (lo fece Brian Mulroney negli anni ‘90).

Probabilmente Lei si riferiva alle discriminazioni contro gli italocanadesi basati sul sillogismo fasullo in base al quale se tutti i mafiosi erano italiani, tutti gli italiani erano mafiosi.

Le generalizzazioni, concordo, sono da condannare, come sono da condannare coloro che usano queste generalizzazioni per motivi politici.

Spero quindi che Lei faccia un lavoro migliore nel difendere le comunità islamiche da queste generalizzazioni di quanto sia riuscito a fare con gli italocanadesi. Perché se il governo canadese combatte il terrorismo come ha fino ad ora combattuto la Mafia, credo che dobbiamo preoccuparci seriamente. Anche le Nazioni Unite, ultimamente hanno puntato il dito sul Canada parlando di organizzazioni criminali che usano il nostro Paese per riciclare denaro sporco.

Quindi, per favore, se nel futuro qualcuno le chiederà cosa il suo governo stia facendo per tenere la Mafia fuori dal Canada, non parli delle discriminazioni contro gli immigrati musulmani. Gli immigrati, siano essi di origine italiana o di religione musulmana, non hanno niente a che fare con la Mafia o i terroristi.

Terrorismo e criminalità organizzata sono una cosa diversa dell’immigrazione. Non faccia confusione”.

 Angelo Persichilli, giornalista, in passato è stato direttore delle comunicazioni del primo ministro Stephen Harper e giudice della Cittadinanza

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