Per combattere la violenza contro le donne, bisogna lasciare la politica fuori

by Angelo Persichilli                                                                                                                           The Hill Times  (Nov. 27, 2017)

Lotta contro la violenza alle donne e difesa dell’ambiente sono due importanti battaglie che purtroppo non siamo destinati a vincere a breve scadenza nonostante impegni e proclami.

I motivi sono due.

Primo, siamo tutti bravi a denunciare le colpe degli altri nascondendo le nostre; secondo, entrambe queste battaglie sono strumentalizzate dalla politica.

La lotta all’ambiente è ormai un fiore all’occhiello della sinistra mentre la destra è responsabile dell’aumento dell’inquinamento. Questo, sulla carta. In realtà la sinistra parla, parla, parla, firma accordi che poi non concretizza quando è al governo, ma poi accusa la destra che, una volta al governo, li cancella. In entrambi i casi, si continua a inquinare.

Classico è il comportamento dell’ex vice presidente degli Stati Uniti, Al Gore. Fece il turista per otto anni alla Casa Bianca senza alzare un dito per la difesa dell’ambiente, ma è diventato il paladino della lotta all’inquinamento una volta diventato privato cittadino, cioè senza potere. Lo stesso vale per le tigri di carta di Hollywood che ci fanno prediche per la difesa dell’ambiente nonostante loro siano i più feroci inquinatori con lo spreco di energia a Hollywood, l’inquinamento atmosferico con i loro jet privati e i loro mastodontici SUV.

Stesso cliché per la lotta in difesa della donna.

Leggevo un commento qualche giorno fa su un giornale di Toronto che “le molestie sessuali sono ora un tema scottante, cosa da prevedersi da tempo, ma esplosa dopo l’ignobile elezione di Donald Trump alla Presidenza americana”.

Ma va!  Non la Casa Bianca dei Kennedy che diventò un puttanaio, o quella di Bill Clinton e della Lewinsky. Trump, giustamente, è stato criticato per il suo comportamento verso le donne, ma quando a farlo sono le stesse persone che hanno tollerato il comportamento di Bill Clinton prima e durante la sua presidenza qualche sospetto è giustificato. Per non parlare della stessa Hillary che ha ricevuto l’appoggio dei maggiori esponenti di Hollywood che, per anni, hanno violentato o tollerato la violenza contro le donne e ricevuto milioni di dollari per la sua campagna da un certo Harvey Weinstein, oggi al centro di uno scandalo epocale e accusato di violenza sessuale contro decine di aspiranti attrici.

Si può sentire lo stridio dei freni della macchina elettorale anti-Trump su questo tema.

E questo è il punto principale.

No, Trump non potrà guadagnare e non dovrà guadagnare politicamente da questi eventi che non hanno niente a che fare con la politica. La realtà è che le donne sono abusate da uomini a prescindere dalla loro affiliazione politica, ma il secondo reato è quello di cercare di sfruttare queste miserie per motivi politici.

Bill Clinton riuscì a cavarsela perché i Repubblicani cercarono di sfruttare politicamente il suo comportamento scorretto. E gli elettori li punirono.

I democratici hanno cercato di fare lo stesso con Trump ma, di nuovo, gli elettori non si sono fatti infinocchiare dalla loro ipocrita campagna.

Il machismo, gli abusi sessuali e le discriminazioni verso le donne esistono, ma sono diffuse in tutti i settori della società, a prescindere dalle ideologie. Il punto di partenza per cercare di combatterli necessita di un requisito imprescindibile: lasciamo la politica fuori!

(Angelo Persichilli è attualmente un giornalista freelance, già direttore delle comunicazioni dell’ex primo ministro canadese Stephen Harper, ex giudice della cittadinanza per la Greater Toronto Area, ex editorialista del Toronto Sun, Toronto Star e editore politico del Corriere Canadese)

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