Predicano morale, ma lasciano a Putin il compito di fare piazza pulita

di Angelo Persichilli

Il razzismo esiste e deve essere combattuto sotto qualsiasi forma si presenti. A volte però vi sono delle iniziative per combatterlo che ottengono l’effetto contrario, facendo cioè irritare anche persone che razziste non sono.

In particolare, ho notato che alcune iniziative per proteggere la maggioranza dei mussulmani dalle stupide generalizzazioni sul terrorismo dell’ISIS, ottengono l’effetto contrario e cioè fanno aumentare i risentimenti contro i mussulmani stessi.

Ne ho avuto la conferma guardando qualche giorno fa la CNN che parlava dell’attentato in Germania e dell’uccisione dell’ambasciatore russo in Turchia.

Più volte hanno sottolineato che “le autorità tedesche ancora non possono confermare se si tratti di un atto terroristico o meno” e che l’uccisione del diplomatico di Mosca aveva “motivazioni politiche e non religiose”.

Cominciamo dalla Germania. Se non è terrorismo guidare di proposito un TIR su una folla che fa shopping di Natale, cosa è? Un incidente stradale? Cosa è allora il terrore? Le minacce dei bambini col “dolcetto o scherzetto” a Halloween?

Capisco che qualcuno non voglia prematuramente definirlo terrorismo islamico per evitare di alimentare sentimenti islamofobici, ma dire che non si è sicuri che si tratti addirittura di terrorismo è semplicemente disinformazione. Anche perché, puntuale, è arrivata la rivendicazione dei tagliagole dell’ISIS come per gli attentati di Parigi, Nizza e altre città francesi, tedesche o belghe.

In Turchia, sempre la CNN, ma molti altri media, a proposito dell’uccisione dell’ambasciatore russo a Ankara ha affermato che “non è un attentato a sfondo religioso ma politico”, come dire l’Islam non c’entra ma è un atto ‘politico’ contro la Russia si Putin, l’azione politica di un combattente, magari anche eroe, contro il macellaio di Mosca. Facendo così si nasconde il problema vero, che sono i terroristi dell’ISIS, si evita di parlare del fallimento della diplomazia americana e europea di trovare una soluzione e si nasconde la loro colpa di avere lasciato campo libero a Putin per manifesta incompetenza.

Ma torniamo all’attentato “politico”.

A parte il fatto che i due eventi, uccisione del diplomatico e intervento russo in Siria contro l’ISIS, sono le due facce di una stessa medaglia, c’è un filmato in cui si sente l’attentatore gridare distintamente più volte “Allahu Akbar”, cioè “Dio è grande”. Diciamo, al massimo, che la frase dell’attentatore non è sufficiente a confermare la matrice religiosa, ma certamente nessuno, incluso la CNN, può dire che il filmato sia sufficiente per escluderla.

In realtà i problemi sono due: uno è il terrorismo, l’altro è il pericolo di una generalizzazione a danno dei mussulmani. Ciò che fa incazzare molti è che la maggioranza dei media, come anche molti governi a partire da quello americano, ci fanno prediche morali per evitare, giustamente, la generalizzazione a danno dei mussulmani, ma ignorano completamente l’altro problema, quello dell’esistenza del terrorismo.

Perché? Perché sono incapaci di combatterlo. Il terrorismo di questi tagliagole sta danneggiando l’intera società non solo occidentale, ma anche, e direi soprattutto nel mondo arabo. Basti pensare ai milioni di persone costrette a fuggire in Europa, sfidando la morte e la furia del mare per scappare dalle barbarie di questi terroristi; pazzi esaltati che, abusando del nome di Allah, stanno conducendo, bisogna dirlo, una guerra a sfondo religioso. Hanno ucciso in chiesa in Francia, hanno lanciato un camion contro mercatini natalizi in Germania, massacrato operai a San Bernardino, trucidato cristiani in Africa e Asia, si ha paura di andare nelle chiese, discoteche o al mercato. Non stiamo parlando di Islam o mussulmani, stiamo parlando di un gruppo di terroristi con un apparato di propaganda molto efficace, con una vera organizzazione finanziata dal petrolio che sappiamo da dove viene, hanno un capo, un governo, delle bandiere nere e hanno sfilato per le città siriane e irachene violentando donne, tagliando teste e distruggendo tesori culturali che nemmeno i barbari avevano toccato.

Non c’è nessuna generalizzazione, sappiamo esattamente chi sono e chi li finanzia. Di fronte a tutto questo l’unica, anche se giusta, preoccupazione dei nostri governi è quella di evitare le generalizzazioni creando islamofobia. D’accordo, è giusto, ma per favore volete cominciare a fare qualche cosa anche per bloccare questi assassini? Volete prendere atto che la gente ha paura e vuole essere protetta? O volete lasciare nelle mani di Putin e i suoi modi da KGB il compito di sradicare i terroristi nel modo che sappiamo?

La triste realtà è che la Russia di Putin è nel Medio Oriente perché noi non ci siamo; non con le nostre bombe, ma con la nostra diplomazia. Abbiamo fallito nel difendere i milioni di profughi arabi vittime dell’ISIS e abbiamo fallito nel difendere noi stessi, in Occidente, dalle stragi dei terroristi. E così, per nascondere le nostre incapacità politiche e diplomatiche, mettiamo su teatrini per condannare il razzismo islamofobico e le azioni del macellaio Putin.

Nel frattempo l’ISIS continua a uccidere, i loro terroristi continuano a minacciare le nostre tradizioni e uccidere innocenti, i profughi arabi continuano a morire annegati nel mare Mediterraneo. Nel frattempo i nostri politici continuano a fare discorsi pieni di niente condannando, ufficialmente, Putin ma, in pratica, lasciandogli campo libero forse anche contenti che sia lui a sporcarsi le mani al posto loro senza assumersene le responsabilità.

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