Come il governo Monti salvò le banche con i soldi degli italiani

di Angelo Persichilli (16 Luglio, 2015)

Ma la Germania negli ultimi mesi ha fatto tutto questo casino per salvare l’Europa o per salvare le banche? Non ho mai sospettato che avesse alcuna intenzione di salvare la Grecia.

A dir la verità i due litiganti hanno cercato di ottenere l’appoggio dell’opinione pubblica più sottolineando quando l’avversario fosse stronzo che i meriti delle loro posizioni.

I governi greci hanno preteso per i loro cittadini un livello di vita superiore a quello dei Paesi del Terzo Mondo, ma quando si è parlato di pagare i debiti si sono comportati proprio come i Paesi del Terzo Mondo. Si sono dati allo shopping usando una carta di credito che sapevano di non poter onorare.

Ma la Grecia non è l’unica colpevole. Tanto per cominciare, chi dà una carta di credito in mano a chi non la può gestire è incosciente quanto o più di chi la usa. In questo caso gli incoscienti sono le banche europee.

Certo, le banche fanno il proprio mestiere, prestano soldi per fare soldi. Ma mi chiedo per quale motivo quando fanno soldi dividono i profitti con i loro investitori e invece quando li stanno per perdere vogliono i capitali, e gli interessi dai governi, cioè dai cittadini?

 Perché questo è successo tra l’Europa, la Grecia la Germania e le banche.

I numeri sono difficili da gestire ma, dopo numerose ricerche sui siti finanziari, mi sono fatto un’idea di come siano andate le cose.

Quando l’Europa, e la Germania, hanno nel 2010 accettato di prestare soldi del contribuente europeo alla Grecia, sapevano benissimo che Atene era in grosse difficoltà. Secondo le regole europee, quindi anche tedesche, il rapporto deficit/PIL non può superare il 3% mentre in Grecia si era già al 14%. Inoltre il rapporto debito/PIL non doveva superare il 60% mentre nel 2010 era già al 90 e ora al 183 (In Italia è ora al 132 ma non ha chiesto soldi a nessuno, anzi, li ha prestati alla Grecia, ma andiamo con calma)

Perché i tedeschi lo hanno fatto? Per amore verso l’Europa, solidarietà per la Grecia, o semplice errore? Niente di tutto questo. Lo hanno fatto per salvare le banche.

Vediamo perché ed ecco i numeri.

Fino al 2009, la Grecia (a parte i fondi del FMI e altre istituzioni pubbliche) otteneva prestiti solamente dalle banche e aveva accumulato un debito totale di 143 miliardi di euro così ripartiti: 79 miliardi dalle banche francesi, 45 da quelle tedesche, 12 dalle olandesi e 7 dalle banche italiane. Nel 2009 la Grecia non aveva alcun debito con i governi europei.

Nel 2014 invece la situazione si è capovolta: le banche francesi da 79 sono passate a 2 miliardi, quelle tedesche da 45 a 14, quelle olandesi da 12 a 1,2 e quelle italiane da 7 a 1,1, per un totale di 18 miliardi. In quattro anni le banche europee hanno recuperato oltre 120 miliardi di euro.

Da dove sono venuti quei soldi? Dalla Grecia, certo, ma chi li ha dati alla Grecia? Sarà una coincidenza ma mentre la Grecia nel 2009 non aveva debiti con i governi europei, nel 2014 ha accumulato un debito 61 miliardi di euro col governo tedesco, 46 con quello francese, 40 con quello italiano e 13 con gli olandesi. Cosa significa questo?

Che i soldi alle banche sono state restituiti dai contribuenti italiani, francesi, tedeschi e olandesi. Tanto per intenderci, ogni cittadino italiano è stato tassato di circa 800 euro (fate voi i conti per una famiglia di quattro persone, disoccupati inclusi), quello tedesco e francese di circa 1000. I soldi dei cittadini sono stati dati alla Grecia che li ha girati quasi tutti, miliardo più miliardo meno, alle banche.

Auf Wiedershen.

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