Solo questione di vaselina

Ho letto un comunicato stampa dei lavoratori della RAI che si sono schierati a favore del NO nel prossimo referendum costituzionale. Fin qui niente di male; tutte le opinioni in materia vanno rispettate essendo tale rispetto alla base del principio democratico.

Tale presa di posizione richiede comunque qualche commento.

La prima è che una azienda di informazione, peggio ancora se finanziata con i soldi di tutti i contribuenti, dovrebbe astenersi di prendere delle posizioni politiche, onde evitare imbarazzi come quelli registrati dai media americani.

La seconda è la spiegazione di tale presa di posizione a dir poco confusa dal punto di vista deontologico e politico.

Si legge nel comunicato che la riforma porterà “un grave squilibrio democratico” e lo si spiega in questo modo: “I quattro membri delle due camere saranno la massima espressione del governo in carica e non frutto di una rappresentanza democratica perché i 2/3 del Parlamento saranno nominati dai partiti e al Senato non ci sarà più l’elezione dei membri ma saranno consiglieri regionali scelti secondo criteri ancora poco chiari. In tal modo si garantirà al presidente del Consiglio che vincerà le elezioni anche il totale controllo della Rai”.

Capito? Sono preoccupati perché si rimette in discussione il criterio delle lottizzazioni, non l’esistenza delle lottizzazioni, cioè la sottomissione della RAI a criteri esclusivamente politici e non meritocratici. Infatti nello stesso comunicato scrivono che la vittoria del SI avrebbe effetti negativi “peggiorando oltremodo l’attuale condizione di sudditanza nei confronti di partiti e dai conflitti di interessi”. Capito? Lo sanno che la sudditanza che squalifica giornalisti e giornalismo esiste da tempo.

Dicono infatti di votare contro il governo solo per combattere un peggioramento di una “condizione di sudditanza nei confronti di partiti” che già esiste, sanno che esiste, hanno accettato e contro la quale non si sono mai ribellati. Come dire, non è piacevole, ma va bene così.

Qui le implicazioni democratiche non centrano, si tratta solo di difendere l’uso della vaselina sotto forma di stipendi faraonici e promozioni dovute al protettore politico ormai consolidato. La vittoria del SI cambierebbe il deretano da leccare e questo potrebbe creare problemi in quanto potrebbero trovarlo già occupato.

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