Protest against democracy!?

(Segue la versione italiana)

Free thinking and the right to peacefully express it in the streets is the fundamental principle upon which democracy lives. However, you can’t go in to the street to protest a protestsystem that gives you the right to protest. You can protest a Bill or a policy you don’t agree with, but not the results of a democratic process. It is like beating up an opponent during a demonstration against violence.

I know that this American presidential election has been very controversial. For example, I am one of those confused between being displeased by Donald Trump’s victory but, at the same time, happy by the defeat of Hillary Clinton. However, this is the time when we must put aside our feelings and let democracy work. Trump won fair and square, respecting the rules established by centuries of democratic life. As President Obama said, let’s give him a chance to explain, correct and, most of all, exercise his duty as president, as established by the American Constitution.

Like most of us, I watched the people on the streets demonstrating against Trump. There are some genuinely concerned about statements made by Trump during the campaign. Unfortunately, their concerns are taken over by the presence of many professional protesters we see in the streets whenever there is an international gathering or a political protest. They are using the democracy to subvert the democracy for reasons hard to explain other than resorting to obsolete ideology, from right or left, that history has proven tragically wrong. They want freedom because they know that is a principle we believe in; but they want to restrict the freedom of those that don’t agree with them because those are their principles.

To stop them, they must be exposed, isolated and condemned. This is the role of the media, and I hope that they will do a better job than the one done up to now, promoting divisiveness. For the sake of the show and ratings, they have been focusing on the radical views of a few, ignoring the opinion of the majority. They are neither racist, nor anti-Islam, they are only scared because of terrorism, confused about the chaotic immigration policy and concerned about their jobs. They are asking only for a calm and honest debate about all of the above but, unfortunately, they have been forced to resort to people like Donald Trump to be heard.

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La libertà di pensiero e il diritto di scendere in piazza per esprimerlo liberamente è il principio fondamentale sul quale si basa qualsiasi democrazia. Ma, vivaddio, non si può scendere in piazza per protestare contro un sistema che ci dà il diritto di protestare. Si può protestare contro una legge o una policy che non si condivide, ma non si può protestare contro il risultato di una elezione democratica. Sarebbe come prendere a pugni qualcuno durante una manifestazione contro la violenza.

Indubbiamente questa elezione presidenziale americana è stata a dir poco complicata. Per esempio, io sono uno di quelli dispiaciuto per la vittoria di Trump, ma contento per la sconfitta di Clinton. Questi sono comunque i momenti in cui mettiamo da parte i nostri sentimenti e lasciamo che la democrazia faccia il suo corso. Trump ha vinto seguendo le regole del sistema elettorale stabilite da secoli di democrazia e, come ha detto il presidente Obama, lasciamolo lavorare seguendo le regole stabilite dalla Costituzione.

Come molti noi, ho seguito le dimostrazioni di piazza contro Trump in varie città americane. Ho visto persone genuinamente preoccupate per alcune frasi a dir poco controverse pronunciate da Trump e che il presidente eletto deve chiarire, ma ho visto anche i soliti dimostranti di professione che hanno preso il sopravvento sulle legittime preoccupazioni. Usano la democrazia per sovvertire l’ordine democratico per ragioni difficili da spiegare se non ricorrendo a ideologie del passato, di destra o di sinistra, che la storia ha dimostrato tragiche e fallimentari. Ci chiedono libertà in nome dei nostri principi, ma vogliono negarci la nostra, contestando il voto democratico, perché non conforme ai loro principi.

Per fermarli bisogna denunciarli, isolarli e condannarli. Questo è compito soprattutto dei media, sperando che facciano ora un lavoro migliore di quello svolto fino ad oggi promuovendo divisioni e scontro. Per difendere i loro ratings o la vendita di qualche giornale in più si sono concentrati su frasi a effetto e di sapore estremo, ignorando frasi moderate o di persone moderate che chiedevano solamente di dibattere temi economici, di parlare dei loro dubbi sulla confusa politica di immigrazione oppure delle loro paure del fenomeno terroristico. Non sono contro l’Islam e non sono razzisti, è solo gente che ha paura per la sicurezza personale e per il posto di lavoro. Purtroppo, è dovuta ricorrere a Donald Trump per essere ascoltata.

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