Totò: “Inquilino a me? Ma mi faccia il piacere!”

di Angelo Persichilli

Fare oggi politica in Italia è molto difficile. È come giocare in una squadra dove i giocatori cambiano maglia durante la partita e, durante una stessa azione, si può passare dal calcio alla pallacanestro o anche al nuoto. Non sai mai a chi passare la palla, da dove possa arrivare il prossimo attacco e nemmeno dentro quale rete depositare il pallone senza correre il rischio di fare autogoal.

Fateci caso. Si attacca oggi il premier Renzi per una iniziativa e si rischia di rivalutare

Berlusconi. Beppe Grillo attacca i media perché troppo aggressivi e non si accorge che è esattamente ciò che i suoi predecessori dicevano in passato. La Raggi fa la giunta ma non riesce a trovare una persona ‘incontaminata’, in quanto, come si suole dire, il più pulito ha cropped-ruffle-star.jpgla rogna. Se, per esempio, Renzi attacca Romano Prodi, gli arriva un boomerang in quanto uno dei suoi collaboratori aveva detto la stessa cosa prima di salire sul proprio carrozzone. Su Facebook, il Muro del Pianto elettronico dell’era moderna, leggevo gli attacchi di un ex politico contro il malcostume e le scandalose pensioni d’oro e ha continuato a pontificare anche dopo la pubblicazione di una lista di questi super-pensionati nella quale c’era anche il suo nome.

Il povero Marco Travaglio non riesce più ad attaccare Renzi ed il PD senza prima precisare che il suo non è un intervento a favore di Berlusconi.

Non esistono più entità ben definite per fare alleanze. È come andare a comperare un paio di scarpe di ginnastica e poi scopri che puoi usarle anche con un abito da sera essendo la destra una Adidas, la sinistra una Varese uomo, confezionate in una scatola di biscotti per vegani, si vegani atei, e venduti in una macelleria del Vaticano.

Impossibile scegliere un alleato senza poi scoprire che era un ex di qualcosa, di Forza Italia, dei Valori o meno, o diessino, leghista e fra poco anche grillino. I più creativi sono quelli che li hanno passati tutti. Ma non azzardatevi a identificarli come ex democristiani, comunisti, socialisti o fascisti. Tutti spariti. Diceva il compianto Totò: “A me dell’inquilino non me lo ha mai dato nessuno”.

Oggi tutti attaccano tutti e tutto, c’è un inquinamento di suoni che sembrano parole che danneggiano l’udito e mortificano l’intelletto, c’è una confusione di ruoli dove è difficile distinguere tra guardie e ladri e, a volte, si ha l’impressione che tale differenza non esista proprio. Un caos dialettico che rende impossibile portare avanti qualsiasi dibattito in quanto se attacchi Mario difendi Michele con cui il giorno prima hai avuto una scazzottata per difendere Mario.

Leggevo tempo fa una intervista, proprio su “Il Fatto”, allo storico Alberto Asor Rosa al quale il cronista chiedeva se lui avesse ancora la capacità di indignarsi. Risposta: “Ho la capacità di osservare. Se uno oggi dovesse indignarsi per tutto quello che non funziona non troverebbe lo spazio neanche per mangiare e dormire. Io cerco di mantenere il controllo. Meglio, l’autocontrollo”.

Ecco, basta isterismi e raccolgo questo suggerimento invitando tutti a osservare…in silenzio……abbassando il volume……….meditare…………lentamente……………resettare.

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